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Cosa sto facendo?
Oggi, finalmente, sono usciti i biglietti degli Air.
E’ dal ‘98 che non suonano in Italia.
Almeno qualcosa di buono.
Questa è una di quelle giornate che sarebbe stata perfetta per NOI.
Risprofondo nel silenzio di questa domenica terribile.
“So take a look at me now, since I told you It’s over…”
Ma chi cazzo vuole diventare vecchio?
Io no. E’ sicuro. A maggior ragione ora, ora che penso che non esista più una persona che vedrei ipoteticamente invecchiare con me.
Che schifo, ti svegli la mattina, mangi, bevi, fai cose superflue, vai a dormire e il giorno dopo ti risvegli.
E questo per quanto? Se ti va bene in media superi i 70 anni. Ma scherziamo? Ringraziando il cielo sono una nicotinomane anche mezza alcolizzata quindi presumo di non arrivare poi così in là. E menomale.
Sì, oggi è il giorno in cui la vita è una merda.
E voglio stare barricata nella mia stanza a piangere, con le mie crisi isteriche, con le innumerevoli debolezze che vengono a galla e con la consapevolezza di non essere poi così brava a non annaspare in questo cesso di mondo.
Sì, sono il distruttore. Sono quella che si fa sfuggire dalle mani cose meravigliose, che poi le rincorre e non le riesce ad afferrare per sua negligenza. Sono quella che da 22 anni deve fare i conti con troppe cose che non vanno, la maggior parte delle quali – stranamente – non direttamente dipendenti da me.
E sono stanca, davvero. Tanto di buono da me esce veramente ben poco. E cosa posso dare in questo stato ad un’altra persona? Solo rogne, situazioni incomprensibili, cortine di fumo. Eppure una delle cose più belle al mondo(per il poco che sono riuscita ad assaporarla) è condividere TUTTO con LA persona. La persona che hai scelto, e che ti ha scelto a sua volta.
Sono un rudere. Ho passato il pomeriggio a cercare una quasi novantenne/quasi moribonda ma forse no/quasi totalmente rincitrullita, in giro per la città. Perchè a quasi novant’anni per l’appunto, fresca di dimissione dal policlinico ha ben pensato di sparire dalla circolazione per cinque ore. Ma cazzo, hai fatto bene nonna cristo santo.
Ha passato circa mezz’ora a ripetere che voleva sparire dalla circolazione aggiungendo che “alla fine della fiera” è una codarda e non ha il coraggio di buttarsi sotto a un treno. Oh, ad ogni modo, pomeriggio alternativo, per carità. Che poi uno si lamenta della monotonia della vita.(cfr. supra)
Riesco ad essere incoerente da un paragrafo all’altro. Che stile. Mamma mia.
E quindi eccomi qua, con una tazza di latte freddo in mano. L’ultima volta che ho bevuto latte in una tazza e in quantità superiori alla goccia nel caffè ero con LA persona, ma c’erano anche gli abbracci. E non solo quelli del Mulino bianco.
Quando sto in queste condizioni poi, ecco dietro l’angolo la sindrome dell’abbandono. Che tristezza che mi faccio però. Cazzo Ale, reagisci.
Eh no, per oggi sarà così. Sotto al piumone, a dormire entro mezz’ora. Alle otto stamattina ero in piedi e alle otto di questa sera ero in una stanza a discutere con cinque persone, tutte oltre la mezz’età. Ho visto me in quello stato, ho visto loro in quello stato e merda, io sono già stufa adesso, come ci arrivo alla mezz’età?
Ore 21:25. Direi che questa giornata può tranquillamente finire qui.
Mi ha parzialmente rovinato la vita, e oltre al carico d’ansia di ieri devo cercare un modo sano per gestire tutta questa rabbia.
Consigli?
Ho soltanto due parole. CHE SCHIFO.
Mi sento profondamente inutile in questo momento.
And I could write a book
The one they’ll say that shook
The world, and then it took
It took it back from me
And I could write it down
Or spread it all around
Get lost and then get found
And you’ll come back to me
Not swallowed in the sea.