Come puoi vivere a testa in giù?

Dopo due notti insonni, finalmente, sono riuscita a ritrovare il sonno.

In modo malato, come sempre. E’ noto ai più che dormire dalle sette di mattina in poi non è affatto salutare, però oh, questo è il mio bottino di oggi.

 

Ah, voglio aggiungere un’altra cosa. Avete rotto le palle con le immagini dei cartoni su facebook, ma che è tutta sta smania di class action?

Bah.

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Roba di maniaci. Auahah.

“Ciao, scusa sono quello con cui hai parlato della centrale taxi, comunque complimenti per la voce, direi molto molto mmm…vabbè. Scusa per l’intrusione”

 

 

Ma uno ora non può stare tranquillo nemmeno chiamando un taxi?

 

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Stimoli.

” Ed è un’idea, ed è un’idea, uscire di mercoledì a cercare SI-GA-RI e STI-MO-LI e stimoli. Uscire per non ritornare, uscire di mercoledì a cercare STI-MO-LI, STI-MO-LI. E tu lo trovi divertente, dimmi? Tu lo trovi divertente. E tu ti trovi divertente, e tu ti trovi divertente. Ma cosa trovi divertente? “

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Bring it on down, bring it down for me.

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She said : “Suicides easy, what happened to the revolution”

Inizio giornata nettamente pulp dovuto al trauma del risveglio(trovarsi una ciocca fucsia di prima mattina non è il massimo e questo accade perchè la mia memoria breve si è decisamente persa molto tempo fa). Dicevo, appunto, risveglio complesso e la serata di ieri di certo non ha lesinato nel provocarmi svariati rodimenti, però vabbè. Oggi pulizie, BRMC a palla e abbigliamento da casa improponibile. Cena che verrà per forza di cose ordinata su clickeat e spero una seconda serata che regali qualcosa di buono!

Però, sebbene avessi inziato il post in totale depressione, ora sto bene!

 

N.B. : questo post ha il solo scopo di confermare la pazzia che mi travolge sempre di più.

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Uno arriva a ventitrèquasiventiquattroanni e poi…IMPAZZISCE.

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Evil.

” I was afraid I’d eat your brains                                                                                                                                                                                   I was afraid I’d eat your brains                                                                                                                                                                                  ’Cause I’m evil                                                                                                                                                                                                                        ’Cause I’m evil “

 

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Ah. Dimenticavo. Nel dubbio è sempre meglio farsi i cazzi propri.

…Piuttosto che riaprire ferite che si stavano parzialmente cicatrizzando.

…Piuttosto che trarre conclusioni senza elementi sufficienti.

…Piuttosto che inguaiarsi l’ennesima serata.

Dovrei auto inibirmi l’accesso ad alcune cose/pagine/follie.

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We’re Half-Awake in a Fake Empire.

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I’m trying to get up but you’re pushing me down.

Non riesco a vedere/vedermi da qui a sei mesi. E’ incredibile. (ma nemmeno da qui a 10 giorni)

Questa città mi sta riservando sorprese incredibili, connessioni fuori da qualunque logica, situazioni imbarazzantissime e non, ma tutte contraddistinte dal loro non essere affatto ipotizzabili. E questo devo dire che a tratti è anche divertente, ma a tratti mi rimanda necessariamente a una sofferenza che ho rinchiuso a doppia mandata in una parte non troppo recondita di me, quindi prima rido e poi mi incazzo. Prima cerco di sorvolare su alcune cose e poi mi incazzo di nuovo. Per quanto tutto ciò di per se non sarebbe affatto monotono, le mie reazioni altalenanti stanno diventando puntuali come un orologio svizzero. Vorrei una sorta di manuale, una lista di cose da fare per uscire indenne da certe situazioni, se possibile, un bignami, per rendere il tutto più veloce.

Per quanto si rimane in questo stato ameboidale? E quando ci si riprende poi, torna tutto come prima? Danni irreversibili? Sistema nervoso compromesso?

C’è qualcuno in grado di darmi risposte concrete? Mmm. Mi sa di no.

Intanto scelgo il mio prossimo Mac che questa volta sarà PRO. Sì, sì un bel Macbook Pro.

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